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DBT

LA DIALECTICAL BEHAVIOR THERAPY-DBT:

La DBT sviluppata tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 da Marsha M. Linehan, psicologa statunitense e professoressa emerita presso la Washington University (cfr.https://it.wikipedia.org/wiki/Marsha_Linehan;https://en.wikipedia.org/wiki/Marsha_M._Linehan), è un trattamento originariamente sviluppato per soggetti a grave rischio suicidario successivamente applicato a soggetti con Disturbo Borderline di Personalità e ad altre condizioni psichiatriche e psicologiche multiproblematiche.
La disregolazione emotiva, intesa come difficoltà a gestire le proprie emozioni e a farne un uso strategico e adattivo, è la base del modello concettuale e operativo della DBT. Il modello di intervento adotta un approccio dialettico per “una vita degna di essere vissuta”, un approccio di ricerca di equilibrio tra due principi fondamentali: il primo fa riferimento all’accettazione della realtà così come è e comporta un atteggiamento empatico e compassionevole nei confronti della sofferenza e della persona che chiede aiuto, il secondo si rifà al principio del problem solving e lavora nella direzione di produrre cambiamento, nella stessa modalità impegnata e radicale che ispira il principio dell’accettazione.
La ricerca empirica, replicata e applicata in più di 50 Paesi del mondo, ha ampiamente dimostrato l’efficacia della DBT nel trattamento del Disturbo Borderline di Personalità, e di molte condizioni psichiatriche e psicologiche complesse, attestando la DBT come uno dei principali e più diffusi trattamenti basati sulle evidenze
(cfr. https://www.cochrane.org/CD012955/BEHAV_psychological-therapies-people-borderline-personality-disorder).
Ma la DBT non è solo questo; la forza della sua innovatività ha cambiato profondamente idee e prassi consolidate nella psichiatria e nella psicologia clinica, rivelandosi occasione di cambiamento culturale nel modo di intendere le condizioni esistenziali e umane dei pazienti più sofferenti e apparentemente meno raggiungibili.
La DBT è stata inserita dal settimanale TIME nel volume 100 New Scientific Discoveries, un’edizione speciale dedicata a presentare 100 aree di ricerca in 10 discipline, tra cui la Psicologia, che hanno avuto il maggiore impatto in ambito scientifico. Allen Frances nella prefazione al volume autobiografico di Marsha Linehan “Una vita degna di essere vissuta” (trad. it. Cortina, 2021) ne celebra lo spirito con queste parole “Nell’ultimo mezzo secolo ci sono stati solo due innovatori clinici davvero influenti nel campo della salute mentale: uno è Aaron “Tim” Beck, che ha sviluppato la terapia cognitiva negli anni Sessanta. L’altra è Marsha.”

Marsha M. Linehan, nata nel 1943, è professoressa emerita di Psicologia presso la University of Washington di Seattle (USA) dove ha diretto la Behavioral Research and Therapy Clinic (BRTC). Partendo dalla psicoterapia comportamentale ha messo a punto, nel corso degli anni, la Dialectical Behavior Therapy (DBT) in cui confluiscono in maniera organica varie componenti, tra cui la mindfulness, che riveste un ruolo cruciale. Ricordiamo, tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, che nel 1999 le è stato riconosciuto il suo ruolo distintivo nel campo della prevenzione e dell’intervento sul suicidio con l’assegnazione del Louis Israel Dublin award for Lifetime Achievement; nel 2016 ha ricevuto dall’Association for Behavioral and Cognitive Therapies il Career/Lifetime Achievement award.
(cfr.https://it.wikipedia.org/wiki/Marsha_Linehan; https://en.wikipedia.org/wiki/Marsha_M._Linehan),
In sintesi, Marsha Linehan ha saputo, come è stato ampiamente documentato sia dai manuali che dai numerosi lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali, creare un nuovo modo di trattare gravi condizioni di sofferenza psicologica integrando clinica e scienza.

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